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Era una badia dedicata inizialmente a Santa Maria dell’Acqua Calda, forse per una falda di acqua termale al cui sbocco le mamme, fino al 1950, si recavano per il bucato “ammorbidente” dei bambini.
Faceva parte del Feudo di Pietro morella, che dipendeva giuridicamente da Brindisi, ed era retta dai monaci di San basilio già prima del terremoto del 1456. Donata dai principi Sanseverino ai monaci certosini di Padula, fu eretta a Grancia di San Demetrio nel 1503, divenendo una grande azienda rurale condotta da monaci laici.
Ingrandita e arricchita di case, orti, seminati, vigneti, allevamenti di bestiame, mulini, conceria, saponeria, caseificio e, si dice, di una condotta per il latte dal monte Romito alla badia, ebbe il massimo splendore nel 1700.
Soppressi gli ordini monastici dalla legge napoleonica del 1806, la Grancia fu acquistata dai baroni Blasi di Pignola e rivenduta dai loro eredi al Demanio verso il 1925. Luigi Materi (Napoli 1877-1922) ultimo signorotto della Grancia, ha descritto la vita della contrada degli anni 1918 e 1919 nel suo romanzo autobiografico: L’ultima Canzone – Il Romanzo della Grancia, R. Caddeo e C., Milano, 1922.
Ogni anno il 10 settembre la chiesetta dell’ex badia è meta di fedeli per la festa di san Lorenzo Martire, bruciato vivo secondo la leggenda: fino al 1950 vi andavano i devoti del circondario per invocare il santo contro la malaria; oggi le comitive affluiscono per una sagra rusticana di addio all’estate all’insegna del buon umore e della più cordiale ospitalità.
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Brindisi Montagna: un territorio in cui l'uomo da secoli si è insediato con rispettoso riguardo, creando un connubio armonioso con l'ambiente.
Una terra così colma di bellezze non surrogabili attraverso le immagini, nessuna parola, per quanto ben scelta, riuscirebbe a descrivere appieno la magia e l'armonia di questi luoghi.
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