Brindisi Montagna: La Grancia

Brindisi Montagna: La Grancia

La storia della Grancia

Brindisi Montagna: La GranciaLa Grancia di San Demetrio ha sempre fatto parte dell’ex feudo di Brudusii de Montanea fin dalla signoria di Guidone de la Forest.

Passato sotto il dominio dei San Severino nel 1449, fu donata ai Padri Basiliani nel 1462. Il territorio donato si estendeva dal Vallone delle Corna (detto ora Vallone Monaco) e dal fiume Basento fino al Bosco Pallareta di Potenza.

La prima edificazione era posta sul Monte Romito (detto Pietra Morella, da cui il feudo prendeva il suo nome). La Badia di Pietra Morella era detta di Santa Maria dell’Acqua Calda, forse perché in un tempo molto remoto vi era una sorgente di acqua termale.

Nel 1500 la Rettoria passò ai padri certosini di Padula (SA) ai quali fu donata da Nicola San Severino, signore dei territori di Pietra Morella. Nel 1700, i padri certosini estesero i loro possedimenti a tutto il feudo di Pietra Morella.

Abbellirono e ampliarono il fabbricato che ancor oggi è sito ai piedi del Monte Romito. Iniziarono opere di allevamento e di coltivazione di orti, seminati, vigneti; costruirono mulini, una conceria, una saponeria, un caseificio e, si dice, di una condotta per il latte dal monte Romito alla badia.

Per effetto delle disposizioni napoleoniche del 1806, l’ordine dei Certosini fu soppresso e la Grancia fu incorporata allo Stato. I monaci tornarono alla Grancia con il rientro dei Borboni, fino a che furono nuovamente espulsi nel 1848. Nel 1925 gli allora proprietari, i baroni Blasi di Pignola rivendettero i possedimenti al Demanio.

Luigi Materi, ultimo signorotto della Grancia, ha descritto la vita della contrada degli anni 1918 e 1919 nel suo romanzo autobiografico “L’Ultima Canzone – Il Romanzo della Grancia” (R. Caddeo e C., Milano, 1922).

Ogni anno, il 10 settembre, la chiesetta dell’ex badia è meta di fedeli per la festa di San Lorenzo Martire, bruciato vivo secondo la tradizione: fino al 1950 vi arrivavano i devoti del circondario per invocare il Santo contro la malaria; oggi le comitive affluiscono, oltre che per la festività, per una sagra rusticana di addio all’estate, all’insegna del buon umore e della più cordiale ospitalità.

Il Parco della Grancia e “La Storia Bandita”

Da oltre 10 anni, il territorio della Grancia è sede del primo primo Parco Storico Rurale e Ambientale d’Italia.

Il parco è dedicato al brigantaggio lucano post-unitario, spesso liquidato come episodio criminale, in realtà ribellione all’oppressione subita attraverso la mobilitazione delle masse, dei poveri e degli ultimi.

Sono questi gli aspetti che emergono dal Cinespettacolo “La Storia Bandita”, fulcro del Parco e maggiore performance di teatro popolare in Italia, animato dalle popolazioni locali in un contesto artistico di livello internazionale.

Un “film dal vivo” sulla storia delle insorgenze antinapoleoniche e del brigantaggio meridionale nel periodo del Risorgimento. “La Storia Bandita” trasporta nel mondo dei briganti attraverso l’utilizzo grandioso di tecnologie, effetti speciali e alla partecipazione di centinaia di figuranti, per immergere il pubblico in un clima di particolare suggestione ed emozione.

Il resto del Parco si articola in sei aree attrezzate per rappresentazioni artistiche e d’animazione dove è possibile conoscere la cultura e l’immaginario delle popolazioni rurali lucane: teatro, gastronomia, artigianato, musica, che consentono un tuffo a 360° nelle tradizioni della Regione.

Fonti