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E’ certamente l’edificio più antico che all’origine doveva costituire più che una struttura militare un presidio del territorio per funzioni civili, sociali ed economico-produttive; divenne anche dimora dei feudatari succedutisi nella proprietà tra i quali i Sanseverino, i D’Erario, gli Antinori, i Battaglia ed infine i Fittipaldi che lo donarono al Comune all’inizio del 1900. Risalirebbe all’epoca delle incursioni arabe saracene ( IX sec. d.C.) o dell’Impero Carolingio oppure del dominio degli Svevi nel Meridione.
Un riferimento certo è l’investitura concessa da Carlo d’Angiò a Guidone de Foresta: Primus Dominus Brundusii de Montanea et Ansiae (1268). “Ora le occhiaie vuote nel gran teschio, l’occipite corroso e in qualche parte infranto; lo direi tragicamente muto e tetro, se nei pleniluni lo squittire petulante della civetta e il lamentevole fischio dell’assiolo non avessero per i suoi fantasmi un richiamo tra il grottesco e il beffardo”. (A. Pisani, Dall’Albania a Brindisi di Montagna all’Italia—Cronistoria dal 1262 al 1927, Palombara Sabina, s.a., pag.16).
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Brindisi Montagna: un territorio in cui l'uomo da secoli si è insediato con rispettoso riguardo, creando un connubio armonioso con l'ambiente.
Una terra così colma di bellezze non surrogabili attraverso le immagini, nessuna parola, per quanto ben scelta, riuscirebbe a descrivere appieno la magia e l'armonia di questi luoghi.
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