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Brindisi Montagna: Il Paese

Le Origini

Brindisi Montagna si sviluppa ad un’altezza di circa 800 metri sul livello del mare. Il nome sembra derivare, come per la città pugliese, da Brunda, che significa “Testa di Cervo”: potrebbe, quindi, non essere un caso che l’allora feudo di Brindisi Montagna fosse delimitato dal Vallone delle Corna, ora detto Vallone Monaco.

Del paesino lucano non si conosce con certezza l’origine. Con molta probabilità fu fondato al tempo della seconda guerra punica (220 a.C. circa), forse da un gruppo di romani in fuga o, più tardi, dai Saraceni, che risalivano le creste dei monti in cerca di posizioni strategiche dalle quali individuare i nemici. Esistono due steli funerarie che testimoniano la presenza di nuclei insediativi risalenti al II secolo d.C.

Federico II e il 1200

Brindisi Montagna - Panorama
Brindisi Montagna – Panorama

L’esistenza dell’abitato di Brindisi e del castello è documentata dagli Atti di Federico II di Svevia circa la manutenzione dei Castelli Regi.

Nel 1266, Guidone de la Forest divenne il “Primus Dominus Brundusii de Montanea et Ansiae”.

Alla morte del primo signore, gli succedette il genero Pietro de Hugot, il quale aveva sposato la figlia di Guidone, Isabella de la Forest.

Nel 1277, Brindisi veniva tassata dal Regno di Napoli per 136 fuochi (considerando circa 5-6 persone per fuoco, si può approssimare che la popolazione era formata da circa 700 abitanti). L’ultimo signore del feudo fu Aegillo di Belmonte, a partire dal 1284.

Alla morte di quest’ultimo, non essendoci nessun erede, Brindisi Montagna ed Anzi entrarono a far parte del territorio demaniale.

Il 1300

Le ultime notizie documentate risalgono al 1320, quando Brindisi risulta tassato per 122 fuochi (circa 600 persone). Negli anni successivi, Brindisi Montagna scompare dai registri regi delle tasse, probabilmente poiché la sua popolazione va man mano calando fino a scendere sotto ai dieci fuochi.

Brindisi Montagna

Il periodo successivo alla morte di Re Carlo I (avvenuta nel 1285), il meridione è fortemente caratterizzato da disordini politici e rivolte armate contro i potenti e le autorità, nonché dalla nascita del fenomeno del brigantaggio che si ripresenterà, nei secoli seguenti, con andamento ciclico.

Il 1400

A partire dalla seconda metà del Quattrocento, Brindisi è, come gran parte delle località del Regno di Napoli, interessata dal fenomeno dell’immigrazione di persone dalla nazionalità greco-albanese, in particolare della città di Corone (Grecia).

Fino al XVIII secolo, infatti, i sovrani di Napoli continueranno ad incentivare il fenomeno dell’immigrazione al fine di ripopolare i luoghi del Regno rimasti ormai spopolati, concedendo diversi privilegi ai neo-abitanti (che, per esempio, erano esenti da ogni tipo di tassazione ordinaria e straordinaria). Ciò fu causa di diversi disordini all’interno dell’Università[1] di Brindisi Montagna.

Tra il 1700 e il 1800

Con la proclamazione della Repubblica Partenopea del 1799, Brindisi fu teatro di moti rivoluzionari antimonarchici nel corso dei quali viene innalzato “l’albero della libertà”, ma i moti furono immediatamente soppressi dalle squadre filomonarchiche del Cardinale Ruffo. Il fenomeno del Brigantaggio a Brindisi Montagna si sviluppa soprattutto attorno alla figura di Paolo Serravalle, nativo di Mangone (CS), abile conoscitore del territorio in quanto vigilante alla Grancia e maggiore nell’esercito di Carmine Crocco.

Fonti

Note
[1] In alcuni Regni italiani, come quello di Napoli, erano definiti tali quei comuni che facevano parte del Demanio e non erano feudi di qualche barone.