Brindisi Montagna: La Chiesa di San Nicola Vescovo e le Cappelle

Brindisi Montagna: La Chiesa di San Nicola Vescovo e le Cappelle

Chiesa Madre di San Nicola Vescovo

Brindisi Montagna: La Chiesa di San Nicola Vescovo e le CappelleSecondo la tradizione, il 29 giugno 1595 fu deciso dai capi delle famiglie Coronee di edificare una cappella nel centro dell’abitato, sulle rovine di una precedente piccola chiesa. Il luogo fu dedicato a San Nicola Vescovo.

Secondo il rito orientale, l’altare maggiore era rivolto ad oriente, verso il portone d’ingresso (prima nell’attuale cappella della Madonna del Rosario). La sagrestia si trovava dove ora c’è la cappella dedicata a San Giuseppe. La cappella fu poi ampliata e trasformata in cattedrale nel 1627, con la costruzione delle navate laterali e la modifica dell’ingresso.

Don Gerardo Amati ampliò la chiesa, acquisto le campane e le pitture ad olio dell’Assunzione e del Rosario dipinte dal Pietrafesa.

Nel 1775, don Nicola Tito fece costruire la cappella del presbiterio e rifare la cupola del campanile, distrutta dal vento il 22 novembre 1768. Abbellì il coro e lo arredò con sedili in noce intarsiato, opera di Pascale Sales di Tricarico. L’altare maggiore fu commissionato sempre da don Tito e scolpito in marmo da Matteo Massotta, artista napoletano e fu poi consacrato l’11 giugno 1778.

Nel 1810 gli eredi Basta finanziarono lavori nella cappella di Santa Maria e il medico Bonaventura Montulli, con il contributo dei fedeli, fece eseguire lavori urgenti per scongiurare la caduta della facciata rivolta ad oriente.

Le cappelle

La navata principale è fiancheggiata da otto cappelle, diverse l’una dall’altra perché realizzate in momenti diversi da famiglie private, secondo le possibilità finanziarie e il gusto di ciascuna.

La prima cappella laterale a sinistra dell’ingresso è dedicata a Sant’Antonio da Padova: fu aggiunta nel 1661 e ospita anche le statue di Sant’Antonio Abate e San Vito. La seconda cappella fu fatta edificare nel 1672; è detta “dello Spirito Santo”, per il quadro ivi conservato, che rappresenta gli Apostoli e la Vergine nell’atto di ricevere lo Spirito Santo nel Cenacolo. La terza cappella è dedicata a Santa Lucia.

La cappella di San Giuseppe, a destra entrando dal portone, serviva originariamente da sagrestia. Al di sotto di questa si trovava la cripta dove venivano seppelliti i sacerdoti. La seconda cappella a destra, dedicata a San Michele, fu costruita nel 1750 e restaurata, per volere di don Belli, nel 1905.

La cappella dell’Addolorata fu eretta nel 1740, con le statue tuttora presenti dell’Addolorata, di Gesù alla colonna e di Gesù morto, scolpite da Giovanni Maria Netri di Albano di Lucania.

La volta della cappella del Carmine (di fronte a quella del Rosario) presentava un particolarissimo disegno attribuito a Domenico Sannazzaro, primo architetto del Regno e fu eseguita da Nicola Villamena di Tolve nel 1754, per volontà del duca Giuseppe Domenico Antinori. La sepoltura di duchi della famiglia nella cappella sembra fosse indicata da alcune lapidi senza iscrizione. In un muro laterale a destra dell’altare del Carmine, vi era il sarcofago di San Lorenzino, da tempo trafugato, il cui corpo fu fatto portare da Mariantonia Goyzueta nel 1770, figlia di Don Giovanni Carpentiero, segretario spagnolo di Filippo II e sposa del duca Don Flaminio Antinori e donato al popolo di Brindisi Montagna.

Chiesa della Madonna delle Grazie

Brindisi Montagna: La Chiesa di San Nicola Vescovo e le CappelleNella deliberazione del 29 giungo del 1595 fu deciso anche di costruire una cappella da dedicare a Sancta Maria Mater Misericordiæ, attualmente Maria SS. delle Grazie. Nel luogo vi era una cappella dedicata a San Lino Papa.

L’edificio subì diverse ricostruzioni: nel 1787 vennero rifatti il coro e la cupola del campanile; tra il 1796 e il 1813 la chiesa fu di nuovo restaurata ed ampliata e nel 1810 furono realizzati il portone e la facciata.

La notte del 14 gennaio 1963 un incendio fece crollare il tetto ma la chiesa fu riparata e messa a nuovo per l’otto settembre dello stesso anno. La sacrestia era situata nel vecchio campanile, comunicante con l’esterno e abitazione del custode.

La cappella è ad unica navata, con il portone d’ingresso principale a nord. Il sagrato è delimitato da un cancello in ferro battuto donato dai profughi americani nel 1907 e l’entrata laterale volge a ovest.

Al presbiterio, coperto da una cupola e delimitato da un arco – un tempo separato da balaustre in marmo – si accede tramite un gradino. Sull’altare troneggia l’immagine della Madonna, opera del pittore Rossetti da Taranto, che sostituisce quella trafugata da ladri che era stata dipinta da Giovanni de Gregorio detto il Pietrafesa (stesso autore dei due quadri presenti nella chiesa Madre).

L’altare in marmo è rivolto a nord e fu voluto dagli emigranti partiti per l’America, andando a sostituire l’antico altare in legno, ancora conservato e datato 1776.

Brindisi Montagna: La Chiesa di San Nicola Vescovo e le CappelleChiesa di San Vincenzo Ferrer

Questa cappella, di origine gentilizia, dedicata a San Vincenzo Ferrer si trova a cinquanta metri circa da quella della Madonna. L’edificio ha un’unica navata con soffitto in legno, il presbiterio rialzato, una cupola che sovrasta l’altare in muratura intonacata. Restaurata dopo il terremoto del 1980, ospita un organo antico e una maestosa statua lignea del santo.

Chiesa di San Giacomo

Nella parte più alta del paese sorgeva la chiesa dedicata a san Giacomo. Vicino alla chiesa sorge un piccolo fabbricato che fungeva un tempo da canonica, attualmente di proprietà privata. La chiesa fu edificata nel 1628 sulle rovine di una precedente chiesa dedicata alla Passione di Gesù. Crollò nella notte del 2 novembre 1787 e non fu più ricostruita.

Si presuppone che ci fossero più chiese sul territorio e che una di essere sorgesse in contrada Santa Croce nel largo Aia Chiaffa.

Fonti